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La ferrovia Orbetello-Porto S. Stefano. Storia e immagini del trenino Baccarini,
di Gualtiero Della Monaca si aggiudica la 2ª edizione del premio letterario “Grosseto scrive” per la sezione saggi.



Orbetello mercoledì 10 dicembre 2014

28/12/2014

Mercoledì 10 dicembre 2014 a Grosseto, nella sede della Banca della Maremma, si è conclusa con la proclamazione dei vincitori la 2ª edizione di “Grosseto scrive”, il premio letterario promosso da Fondazione Grosseto Cultura con il sostegno della Banca della Maremma. La giuria era formata dai professori Carminio La Porta e Giuliana Marchini, da Eugenia Ocello, presidente della sezione grossetana dell'Associazione storico critica letteraria, dall'architetto Pietro Pettini, dalla scrittrice Roberta Lepri, dalla dirigente scolastica del Polo liceale Aldi Anna Rita Borelli presidente di giura, da David La Mantia insegnante del Liceo scientifico. A loro si sono aggiunti tre ragazzi delle scuole superiori di Grosseto, tra Liceo classico e Liceo scientifico, Liliana Balotti, Lorenzo Megliorin, Anna Lombardo. Per la sezione Saggi, il primo premio è andato a Gualtiero Della Monaca con il libro La ferrovia Orbetello-Porto S. Stefano. Storia e immagini del trenino Baccarini, Edizioni Effigi, pubblicato con il patrocino dei Comuni di Orbetello e Monte Argentario e con quello del Rotary Club Monte Argentario. Questa la motivazione:
É una ricerca accurata e riccamente documentata sulla progettazione e realizzazione della ferrovia che per circa tre decenni collegò Orbetello con Porto Santo Stefano. Il materiale illustrativo è estremamente vario e comprende disegni tecnici, decreti, lettere di amministratori locali e statali e di ministri e funzionari. È arricchito da foto, articoli di giornali locali, lettere di privati, manifesti elettorali e sindacali, note minute di spesa, orari ferroviari... Eppure, per quanto sia ampia, la documentazione non appesantisce la lettura, grazie all'uso strategico che l'autore riesce a farne, alla sua competenza e chiarezza di esposizione. Quanto al contenuto, stupisce la capacità di Della Monaca di trasformare uno studio così specialistico e a dimensione locale in una affascinante storia di costume nazionale, con i suoi personaggi intelligenti, tenaci e ardimentosi, con la lentezza e farraginosità della burocrazia. Non mancano i campanilismi della popolazione, o le “vigorose proteste” dei Consigli Comunali, e neppure il ricorso a “personalità politiche all'uopo sollecitate”. Infine, a dare vita alla ricerca e sotteso ad essa, l'amore per questa terra e il desiderio che la memoria di quanti hanno operato per lei non vada perduta.

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